01.08 Dio benedica i nostri sogni


 

 

Dopo la straordinaria esperienza della veglia e del pellegrinaggio, oggi partiamo verso la città  di Czestochowa, luogo sacro, meta di numerosi pellegrinaggi.

La città ha anche ospitato la GMG nel 1991. Quindi essa non poteva di certo mancare lungo il nostro cammino di scoperta e di conoscenza.

IMG-20160801-WA0001La sua importanza è dovuta al santuario della Madonna Nera. La sua storia è emzionante. DonTom ci racconta gli eventi riguardanti questo luogo e l’icona che ospita. Innanzitutto non si conosce ancora chi sia l’autore ufficiale. Leggenda narra che il merito vada a San Luca. Don Tom ci ha spiegato che gli artisti che realizzano queste opere preferiscono definirsi scrittori; poiché ogni volta che eseguono una pennellata recitano preghiere. In conclusione è come se le fisionomie del volto fossero l’esecuzione pratica di una preghiera. Non un semplice dipinto ma un vero e proprio testo poetico. Le caratteristiche di questa icona sono: la colorazione scura del viso (da cui poi viene tratto il nome), il naso lungo e stretto, la bocca serrata e gli occhi stretti. Queste forme rievocano la croce di Cristo.IMG-20160801-WA0009

I re della Polonia tenevano molto a questa sacra icona e a tutta la basilica. Arrivarono al punto di cingerla con una struttura muraria molto spessa, tutt’ora presente; per poter proteggere gli edifici sacri dalle scorribande e dai saccheggi degli eserciti conquistatori. Noi abbiamo camminato lungo la cinta muraria percorrendo un tragitto che ci portava ad osservare le statue in bronzo, poste in successione al di fuori delle mura, che raffiguravano le tappe della Via Crucis.

Attorno all’icona della Madonna Nera esiste una storia secondo cui una volta essa fu colpita con un’ascia e dagli squarci della tela fuoriuscì del sangue. Noi ragazzi siamo vivamente interessati e curiosi. Gli occhi di DonTomasz brillano di entusiasmo e orgoglio, mentre racconta le sue esperienze traspare dal suo viso una forte emozione dato che si è diretto in pellegrinaggio in questo luogo per ben sei volte.

IMG-20160801-WA0000A Czestochowa giungiamo in un viale lungo e alberato che conduce al santuario che è riccamente circondato dal verde. Vi è inizialmente un vasto prato verde dove i pellegrini hanno l’usanza di distendersi a terra in posizione supina e a braccia flesse con le mani sovrapposte sotto il mento. Don Tom ci ha mostrato come fanno i pellegrini e come lui stesso ha fatto. E noi tutti lo abbiamo imitato. Abbiamo apprezzato il gesto tipico e tradizionale dei pellegrini, percepivamo profondamente la terra sotto i nostri piedi. E tutto il corpo riceveva un caldo tepore dal lastricato e un leggero vento dall’alto sulla schiena. Dietro alla semplicità dei piccoli gesti si cela sempre un significato profondo.IMG-20160801-WA0007

Dinanzi a noi si staglia imponente un piano sopraelevato di colore bianco che accoglie l’altare adibito alle messe per le grandi affluenze di pellegrini. Saliamo ed entriamo dentro l’edificio. La cappella della Madonna Nera ha pareti su cui sono fissati oggetti appartenenti a persone che hanno rivolto le loro preghiere e che hanno ricevuto il dono di guarire e vincere le sfide quotidiane contro le malattie e le sofferenze. Vi erano stampelle, centinaia di rosari e cuori di metallo. Noi ragazzi abbiamo tutti avuto un’impressione incisiva e potente.

Successivamente abbiamo partecipato ad un momento forse tra i più semplici ma sicuramente molto profondo spiritualmente. DonTom ha predicato una funzione esclusivamente per noi, in una piccola cappella in cui sorgeva un altare centrale con la figura della Vergine Madre di Guadalupe circondata da affreschi di angeli in estasi. Lì abbiamo pregato insieme e condiviso i nostri pensieri rivolti al Signore. Ognuno di noi ha apprezzato le parole di DonTom lasciandosi abbracciare dall’atmosfera ricca di amore che si respirava. DonTom ci ha invitato a ricercare sempre il bisogno di trovare l’amore di Cristo che è sempre presente, senza lasciarci condizionare dagli aspetti effimeri della vita quotidiana.

IMG-20160801-WA0008Ci sentiamo sempre più uniti fra di noi da un intimo legame e io mi sento ricco e fortunato ad avere vissuto quest’esperienza di crescita spirituale con tali persone. Non si tratta di una semplice amicizia ma di un DONO DI DIO. Sono felice di essere testimone di tutto questo. E come ha detto Papa Francesco: ”Che Dio benedica i nostri sogni“ perché è da qui che cominciamo a creare il nostro futuro.

Mario Frascone

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