2018.12.08 Sabato della I settimana di Avvento

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Spirito Santo donaci oggi un cuore fiducioso. Come Maria, aiutaci a confidare nella tua parola.

La Parola di oggi viene dal Vangelo secondo San Luca.

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Quale angoscia deve aver provato Maria davanti ad un cammino tutto nuovo? Fiducia o terrore? Accoglienza o rifiuto? Impegno o apatia? Hai mai pensato che ciò che ti è di più caro, come un figlio, proviene da Dio?

L’impronta di questo Vangelo è l’azione più che la riflessione. La prima azione di movimento la fa Dio: ENTRARE. Dio non ti sta lontano, non lascia l’uomo far guerra con l’altro uomo. Dio entra nella storia dell’umanità attraverso la storia di una giovane donna. E’ lui che dirige i suoi passi verso di te, percorre il sentiero che porta alla tua casa. E’ Lui che viene da te. La seconda azione la farà Maria e sarà PARTORIRE. Partorire è amare. Il dolore da battere i denti, le ossa che si allentano, il corpo che sfinito trova le risorse per andare avanti. Ma è dolore che si dimentica e diventa sforzo di vita. Pianto di gioia che rimarrà eterno e mani sempre pronte ad accogliere la fragilità. Nulla è impossibile a Dio.

A noi chiede di avere la fiducia di chi non ha niente nelle mani ma sta per ricevere tutto. Chiede di lasciare entrare e lasciare partire. Come Maria, possiamo provare a credere che la sua PAROLA possa entrare nella nostra casa, ammorbidire il cuore di chi stringe i denti, ritrovare il coraggio di mettersi di nuovo in discussione. Ma soprattutto, dove il lamento non fa respirare, Lui può soffiare parole d’amore.

Chiedi allo Spirito Santo l’umiltà di fare veglia su ciò che di più importante ti è affidato. Chiedi la forza di recuperare l’amore nel dolore. Ringrazia e parti.. sei sempre in missione!

Gloria al Padre e al Figlio, e allo Spirito Santo.

Com’era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli.

Amen.


Commento di Daniele Lavacchi

Voci narranti di Elena Renault e don Tomasz

Musica dei Pentatonix: Mary, Did You Know?

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3 commenti su “2018.12.08 Sabato della I settimana di Avvento”

  1. È bello trovare un angolo di silenzio nella nostra giornata ed ascoltarvi… Grazie! I commenti dei giovani sono sempre pieni di speranza, di luce, di freschezza!

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