Scarti della distribuzione del vestiario Caritas Parrocchiale

Scarti di Carità – A proposito della raccolta del vestiario usato

La nostra parrocchia si occupa praticamente fin dalla sua nascita di raccolta e redistribuzione di vestiario usato. La prima esperienza di questo tipo ebbe inizio addirittura con l’ “Armadio del povero” nel 1966. Attualmente il servizio viene gestito dalla Caritas Parrocchiale.

Grazie alla buona volontà degli operatori Caritas e alla generosità di chi porta abiti usati riusciamo a aiutare tante persone per cui un piccolo aiuto può significare tanto.

È però altrettanto innegabile che la gestione di questo servizio sia per alcuni aspetti problematica. Avrete sicuramente avuto modo di ascoltare gli appelli circa la “qualità” e la “pulizia” degli abiti usati che ci vengono portati.

Nel mondo di oggi lo “scarto” è diventato quasi un emblema della nostra società che invece di valorizzare e riusare preferisce “scartare”. Anche Papa Francesco ha usato più volte questa immagine per rifiutare un modello di vita e di mondo in cui conta solamente ciò che è “nuovo” e “aderente alla norma” e tutto ciò che non si conforma a questo criterio viene relegato e indirizzato verso le “periferie” ed etichettato come “scarto”.

La gestione di questo “scarto” che arriva al centro di raccolta vestiario sta diventando un problema.

Come sapete sicuramente tutti anche nel nostro quartiere sta arrivando una modalità di raccolta differenziata dei rifiuti più selettiva e impegnativa.

Può sembrare strano a dirsi ma gli abiti usati se devono essere gettati via diventano un “rifiuto”, neanche così facile da gestire.

Immaginatevi quindi quale sia la difficoltà per la parrocchia doversi occupare di smaltire ciò che non può essere utilizzato della massa enorme di vestiario usato che arriva presso il nostro centro.

Nella foto il vestiario “scartato” relativo a una settimana di raccolta

Si tratta di almeno 8 quintali di vestiario all’anno.

I singoli cittadini, se ne hanno necessità, possono “conferire” gratuitamente il vestiario usato presso le isole ecologiche (ne abbiamo una molto efficiente appena inaugurata qui vicino in viale Guidoni). La parrocchia invece essendo un “soggetto non domestico” non può portare gli abiti usati gratuitamente all’isola ecologica. L’attività del nostro centro di raccolta vestiario corre quindi il rischio di diventare una attività che “costa” in termini di gestione.

Occorre quindi che iniziamo un percorso di responsabilizzazione e di consapevolezza che faccia in modo che i vestiti che arrivano al nostro centro siano sempre più selezionati e riutilizzabili. Riducendo al minino il “rifiuto” che ogni cittadino provvederà personalmente e responsabilmente a smaltire secondo i canali idonei.

La parola “responsabilmente” non è scelta a caso: infatti è dovere preciso per ogni cristiano collaborare alla conservazione a alle tutela del creato. In questo momento storico questo si deve concretizzare per ogni cittadino sicuramente in un corretto atteggiamento di riuso e riciclo di ogni tipo di “scarto”, anche del vestiario di “scarto”. Un punto di vista illuminato su questi temi ce lo ha fornito Papa Francesco nella sua Lettera Enciclica Laudato Sii.

Questa serie di considerazioni hanno portato alla decisione che dopo la pausa estiva la raccolta del vestiario e di ogni altro tipo di donazione di materiale subirà una riorganizzazione e sarà necessario una verifica del materiale donato all’atto della consegna in parrocchia.

A questo scopo è stato attivato un numero di telefono (333 5416228) a cui potete rivolgervi fin da subito per avere informazioni e concordare eventuali donazioni di vestiti o altre cose.

Chiediamo un piccolo sforzo organizzativo a tutti… ricevere in parrocchia materiale senza una precedente selezione ci metterebbe nella situazione di dover conferire a pagamento del materiale che altrimenti potete in prima persona consegnare gratuitamente presso le aree ecologiche di Quadrifoglio.

Grazie a tutti!!!

don Simone

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