2018.12.13 Giovedì della II settimana di Avvento

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Vieni in me Spirito Santo e aiutami a distogliere lo sguardo da me stesso, dai miei egoismi, per aprirmi alla luce del Vangelo.

La Parola di oggi viene dal Vangelo secondo San Matteo.

In quel tempo, Gesù disse alle folle:

«In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.

Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono.

Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elìa che deve venire.

Chi ha orecchi, ascolti!».

Chi può definirsi ‘Grande’? Io voglio essere ‘Grande’?

Quando diciamo che uno è ‘Grande’ spesso pensiamo a qualcuno che ha fatto grandi imprese, grandi opere, magari è ricco, può prendere decisioni che influenzano la vita delle persone, può pensare solo ai suoi interessi…

Però si è ‘grandi’ anche se siamo in grado di accogliere, come dei grandi vasi che possono contenere grosse quantità di acqua o di terra ad esempio. Giovanni è il più grande proprio per questo motivo: perché si è messo a disposizione accogliendo nella totalità la missione dell’annunciare il Messia. Ma Giovanni non è il punto di arrivo. Accogliendo quel Gesù che Giovanni annuncia, ognuno di noi è un grande vaso capace di accogliere tutto il bene e tutta la luce che vengono da Gesù. Il più piccolo del Regno dei cieli, ovvero il più piccolo di coloro che hanno accolto e riconosciuto Gesù nella loro vita, è grande perché capace di vivere alla luce del Vangelo.

Se voglio essere grande devo prima farmi piccolo, mettendomi con umiltà disposto ad accogliere Gesù e gli altri, soprattutto i più deboli, nella mia vita. Perché non provare a sperimentarlo a partire da questi giorni di preparazione alla festa di Natale?

Spirito Santo, rendimi piccolo perché possa accogliere Gesù nella mia vita. Spirito Santo, rendimi grande per portare l’abbraccio di Gesù a chi fugge, a chi è solo, a chi è triste.

Gloria al Padre e al Figlio, e allo Spirito Santo.

Com’era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli.

Amen.


Commento di Pierpaolo Piunti

Voci narranti di Eleonora Vittori e Lucia Renault

Musica di Rehoboth Music: Yahweh

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2 commenti su “2018.12.13 Giovedì della II settimana di Avvento”

  1. L’umiltà è qualcosa che ha a che fare non solo con la nostra persona, il nostro ego, il nostro atteggiamento. L’umiltà presuppone una relazione con gli altri ed impone che questa relazione sia vera, non ipocrita e non interessata. L’umiltà è un sentimento ed è un sentimento in uscita, non ha senso se rimane dentro noi. L’umiltà allora diviene accoglienza e cura di chi ci sta accanto fosse solo per il breve tragitto su un bus. L’umiltà fa cadere gli schemi di una società basata sui propri interessi e sull’autoreferenzialità. L’umiltà significa sostituire la vendetta con il perdono, la rabbia con la preghiera e l’inquietudine con la serenità di chi sa di fondare la sua vita sulla roccia!
    Grazie ragazzi, continuate così!

  2. Noi non possiamo fare niente da soli. Dobbiamo fidarci e affidarci allo Spirito Santo che ci abita dal Battesimo. Egli sposta le montagne che esistono dentro di noi! C’è solo da dire: “Spirito Santo fammi diventare uno tuo strumento di amore, fammi essere come tu mi vuoi”.

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