Dio non è indifferente!


Domenica 3 gennaio viene distribuito il numero del Giornalino Parrocchiale “In Cammino” (scaricabile a questo link: Gennaio 2016 Anno XXX Numero 1).

In questo numero:

  • Dio non è indifferente! A Dio importa dell’umanità. Dio non l’abbandona!
  • Dar da mangiare agli affamati
  • Curve nella memoria – Campo Parrocchiale Settembre 2015
  • Facciamo silenzio …

Di seguito l’articolo di apertura:

La prima considerazione del Santo Padre riguarda inevitabilmente le guerre e tutte le azioni terroristiche, che hanno segnato lo scorso anno, tanto da assumere le fattezze di quella che definisce una sorta di “terza guerra mondiale a pezzi”.

Con il Giubileo della Misericordia, il Papa invita la Chiesa a pregare e lavorare perché ogni cristiano possa maturare un cuore umile e compassionevole, capace di «perdonare e di donare», senza cadere «nell’indifferenza che umilia, nell’abitudinarietà che anestetizza l’animo, e nel cinismo che distrugge».

Sull’indifferenza, la disamina di Papa Francesco è molto chiara. La prima è quella verso Dio, dalla quale scaturisce l’indifferenza verso il prossimo e verso il creato. L’uomo si sente autosufficiente, di conseguenza pensa di non dovere niente a nessuno e pretende di avere solo diritti, così si chiudono cuore e occhi per non vedere e non essere toccati dai problemi altrui. C’è anche chi, attraverso i mezzi di comunicazione, s’informa e conosce i drammi che affliggono l’umanità ma non si sente coinvolto, restando quasi in una condizione di assuefazione, che ha finito con il produrre la “globalizzazione dell’indifferenza” che provoca chiusura, disimpegno, e finisce per contribuire all’assenza di pace con Dio, con il prossimo e con il creato. L’abbandono e la negazione di Dio, hanno indotto l’uomo a non riconoscere più alcuna norma al di sopra di sé e ha prodotto crudeltà e violenza senza misura.

Per superare ciò occorre la conversione del cuore e Papa Francesco ci ricorda che per questo, tramite Gesù, Dio è sceso fra gli uomini, si è incarnato e si è mostrato solidale con l’umanità, in ogni cosa, eccetto il peccato. Gesù non si accontentava di insegnare alle folle, ma si preoccupava per loro, specialmente quando le vedeva affamate o disoccupate. Il suo sguardo non era rivolto soltanto agli uomini, ma anche ai pesci del mare, agli uccelli del cielo, alle piante e agli alberi, abbracciando l’intero creato.

Ci ricorda anche che Gesù ci insegna e ci esorta ad essere misericordiosi, imparando a fermarsi davanti alle sofferenze altrui, per alleviarle, con i mezzi di cui si dispone, a partire dal nostro tempo, malgrado le nostre tante occupazioni. La misericordia è il cuore di Dio, perciò dev’essere anche il cuore di tutti i suoi figli, un cuore che batte forte ed è il riflesso del volto del Padre. Siamo quindi esortati a fare dell’amore, della compassione e della misericordia, un vero programma di vita, uno stile di comportamento nelle nostre relazioni con gli altri. Ciò richiede che la grazia di Dio trasformi il nostro cuore di pietra in un cuore di carne, capace di aprirsi agli altri con autentica solidarietà.

Il Santo padre conclude ricordando che nello spirito del Giubileo della Misericordia, ciascuno è chiamato ad adottare un impegno concreto per contribuire a migliorare la realtà in cui vive, a partire dalla propria famiglia, dal vicinato, dall’ambiente di lavoro. Anche i Governi sono chiamati a gesti concreti, ad atti di coraggio nei confronti delle persone più fragili delle loro società, come i prigionieri, i migranti, i disoccupati e i malati.

Papa Francesco termina il suo messaggio con queste parole:
Affido queste riflessioni, insieme con i migliori auspici per il nuovo anno, all’intercessione di Maria Santissima, Madre premurosa per i bisogni dell’umanità, affinché ci ottenga dal suo Figlio Gesù, Principe della Pace, l’esaudimento delle nostre suppliche e la benedizione del nostro impegno quotidiano per un mondo fraterno e solidale.

 

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