Venite e vedrete

Giovanni stava ancora là con due suoi discepoli e fissando lo sguardo su Gesù che passava disse:

“Ecco l’Agnello di Dio” 

I due discepoli, sentendolo parlare così seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse:

“Che cercate?”.

Gli risposero:

“Rabbi (che significa maestro) dove abiti?”

Disse loro:

“Venite e vedrete”.

Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di Lui. (Gv.1,35-40)

Cosa vogliamo quando cerchiamo di seguire Gesù? Sicurezza? Amicizia? Una benedizione che ci faccia andare bene le cose? Un rifugio?
Perché siamo cristiani? Per curiosità, come i discepoli di Giovanni?
Ma c’è un momento in cui dobbiamo prendere consapevolezza che Cristo vuole qualcosa di più. Ci chiede di prendere in mano la nostra vita, fare delle scelte, osare, buttarsi, darsi!
Cosa cerchi quando cerchi me? Cosa vuoi veramente? Questo ci chiede il Signore. Ognuno dia la sua risposata, ovviamente.

I discepoli sono incerti, tentennano, si chiedono cosa voglia quell’Uomo. Pensano: dacci certezze, cosa ci succede se Ti seguiamo sul serio, dove ci condurrai?
Meglio avvicinarci a piccoli passi, meglio indagare prima di tuffarci, meglio essere prudenti?
Se ci avviciniamo al Signore pur perplessi e un po’ impauriti….la risposta di Gesù è bellissima:

“Venite e vedrete”.

Non c’è niente da fare…
L’unica cosa è lanciarsi, provare, osare, andare!!!

La fede fa parte di quella splendida esperienza umana in cui devi “esserci”.
Nessuna delega, come per ogni importante realtà che viviamo: o ci sei o immagini, o ci sei o sei FUORI.

  • Vuoi capire chi è Dio? Vai a conoscerlo.
  • Vuoi capire la Parola? Devi imparare a meditarla e a pregarla.
  • Se vuoi scoprire la tua anima, la devi coltivare.
  • Se vuoi uscire dal pantano e dalla noia, devi muoverti, OSARE.

Se la tua anima incontra il Signore, diventa un’esperienza irripetibile, qualcosa che ti marchia a fuoco. Il momento in cui percepisci la presenza di Dio, ti segna la vita.

  • E tu, ricordi quando hai ”sentito” l’esistenza di Dio, la sua presenza accanto a te?
  • Quando, cresciuto, hai avuto la spinta di buttarti, di spenderti per Lui?

Siamo invitati a vedere dove abita il Signore, non ne resteremo delusi, Siamo invitati a cercare la nostra anima, per trovare la nostra vera identità e capire cosa rappresentiamo nel progetto di Dio.

Molte volte la nostra conoscenza di Gesù si basa sul nostro egoismo, su quello che vorremmo facesse per noi. Non vogliamo conoscerlo ma averlo al nostro servizio!
Spesso davanti al dolore del mondo, ai nostri dolori, alle malattie, alle sofferenze e alle morti diciamo: ma dov’è Dio? Perché non interviene. Dove abita… E’ cieco? O forse sordo?
Non ci ama e ci punisce. Oppure: Cosa ho fatto di male per meritarmi i suoi castighi?

Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per fare prodigi per cambiare la nostra vita. Ci ha fatti liberi, quindi, liberi anche di distruggerci (e lo stiamo facendo).
Che colpa ha Dio se per le nostre scelte viviamo in un mare di sofferenze?
Cristo non ci libera dai mali ma vive NEI nostri mali. Egli è venuto per reggere i nostri pesi, per prendere su di Sé il nostro dolore, lo scoraggiamento, le sofferenze di cui è piena la vita.
Ma anche per gioire con noi nei momenti sereni, e sorridere quando siamo felici…

Dio è nostro Padre, non lo dimentichiamo, Egli trasforma le lacrime in sorgenti, i dolori in dono, la miseria dei nostri peccati in tenerezza per chi soffre più di noi.
Egli è venuto per sussurrare parole d’amore, per abbracciarci, per insegnarci che insieme ce la possiamo fare! A indicarci le cose veramente importanti, a gioire per i doni ricevuti. A riscoprire lo stupore verso il
creato… la bellezza di un fiore… ad amare chi ci cammina accanto.

Quante volte abbiamo detto al Signore. “Dove sei?” Non lo vedi che soffro?
E Lui è venuto e non ce ne siamo accorti… Oppure improvvisamente i nostri pesi sono diventati sopportabili… le lacrime sparite… e la vita ci ha sorriso di nuovo ed è tornata la voglia di ricominciare.

Dio è come un genitore che lascia sbagliare i propri figli perché imparino la vita. E sta a guardare i loro errori senza intervenire, pur soffrendo tantissimo. Li vede cadere, anche farsi male, e prontamente corre con
un cerotto in mano…

Se durante la Quaresima ci impegneremo a vedere Dio sotto questa luce, saremo già sulla strada della conversione e guarderemo alla Pasqua con il cuore pieno di riconoscenza e speranza.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo

come era nel principio e ora e sempre

per tutti i secoli dei secoli

amen

 


Il pieghevole è scaricabile a questo link.
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