Coraggio, sono io, non abbiate paura!

Signore Gesù
apri il mio cuore alla luce,
alla verità, alla vita, all’amore.
Perché Tu sei Luce, Tu sei Verità, Tu sei la Vita,
Tu sei l’Amore del Padre rivelato a me!

(Dopo che i cinquemila uomini furono saziati), Gesù subito costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, a Betsàida, finché non avesse congedato la folla. Quando li ebbe congedati, andò sul monte a pregare.
Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli, da solo, a terra. Vedendoli però affaticati nel remare, perché avevano il vento contrario, sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli.
Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «È un fantasma!», e si misero a gridare, perché tutti lo avevano visto e ne erano rimasti sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». E salì sulla barca con loro e il vento cessò.
E dentro di sé erano fortemente meravigliati, perché non avevano compreso il fatto dei pani: il loro cuore era indurito.

Pensa ai discepoli che in fretta, dopo la moltiplicazione dei pani, scendono sulla riva e costretti da Gesù partono per precederlo sull’altra riva. Non hanno nemmeno il tempo di godere per bene questo miracolo. Forse ci sono tantissime persone a domandare loro: “Come avete fatto?”, “Da dove viene questa forza?”, “Siete forti”, “Vogliamo stare con voi sempre!”… Ma Gesù non permette che queste domande rovinino i cuori dei discepoli, lasciando segni di superbia.

  • Come ti comporteresti al posto dei discepoli?
  • Ti piace essere ringraziato anche se non è stato merito tuo?

Ed ecco i discepoli sono nella barca. Che fatica! Anche il vento non li aiuta. I muscoli stanchi, buio, tutto dentro loro dice: “Ma che stai facendo? Dove vai? Chi ti ha detto di andare proprio ora?
Si, in questo momento la rabbia ha un accesso facile nel cuore umano. Gesù invece nonostante questo buio (sia della notte, sia dei cuori dei discepoli) li vede… sa benissimo cosa provano e va verso loro.

  • Ricordi i momenti in qui hai fatto lo sforzo enorme e non sapevi nemmeno come riuscire a portare a termine un impegno?
  • Nella relazione con il Signore, cosa dicevi a Lui in un momento come questo?

I discepoli pensano: è un fantasma! Vedere un fantasma nella vita vera non è una cosa che ti porta a vivere la pace! Tanto la pace dei discepoli è finita diverso tempo fa. Essi sono convinti che questo è un vero fantasma! A questo punto mancano non soltanto le forze, manca il coraggio per affrontare il nuovo ostacolo. Gridano. In questo Grido c’è tutto quello che provano.
Hanno paura. Ma siamo sicuri che questo fantasma sia vero, pensano. Non sarà la loro immaginazione? Forse la mente stanca suggerisce le cose strane. Questa mente non permette di vedere con il cuore e capire che non è un fantasma ma Gesù, Egli è capace di fare diversi miracoli, non soltanto guarire, moltiplicare, ma anche la cosa nuova: camminare sulle acque.. Ma i discepoli non ragionano con il cuore. Loro ragionano con la mente stanca: il loro cuore è indurito.

  • Ti è mai capitato di aver paura di una cosa che hai creato nella tua testa soltanto, che non era vera, ma ti sembrava tale?

Questa storia sembra buia e piena di paura, ma non lo è veramente! Tutto cambia in un instante, quando sentono la voce che loro conoscono. «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Il vento non ha più forza, il buio
non è più importante: Gesù è nella barca con i discepoli. Tutto cambia, perché hanno riconosciuto il Salvatore.

  • Offri ora al Signore il tuo buio, le tue paure e il tuoi fantasmi, perché Lui vuole la luce nella tua vita.
  • Chiedi la Sua presenza nella barca della tua vita.
  • Permetti che il cuore illumini la mente ed aiuti a riconoscere la Sua vicinanza in ogni circostanza della vita.

Ti ringraziamo, Signore,
perché ci conservi nel tuo amore.
Perché continui ad avere fiducia in noi.
Grazie, perché non solo ci sopporti, ma ci dai ad intendere che non sai fare a
meno di noi.
Grazie, Signore, perché non finisci di scommettere su di noi.
Perché non ci avvilisci per le nostre inettitudini. Anzi, ci metti nell’anima un
cosi vivo desiderio di ricupero,
che già vediamo il nuovo anno come spazio della speranza e tempo propizio
per sanare i nostri dissesti.
Spogliaci, Signore, di ogni ombra di arroganza. Rivestici dei panni della
misericordia e della dolcezza. Donaci un futuro gravido di grazia e di luce e di
incontenibile amore per la vita.
Aiutaci a spendere per te tutto quello che abbiamo e che siamo.
E la Vergine tua Madre ci intenerisca il cuore. Fino alle lacrime”.
Marana thà, vieni Signore Gesù!

(don Tonino Bello, vescovo)

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo

come era nel principio e ora e sempre

per tutti i secoli dei secoli

amen

 


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