3 – “Cosa dobbiamo fare?”


«Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!»

 

Avvento

2018

Le folle interrogavano
Giovanni dicendo:
«Maestro, che cosa dobbiamo fare?» (Lc 3,10)

3 Domenica

16/12/2018

Caro fratello, cara sorella,
mancano nove giorni al Natale! I pubblicani, i soldati e le folle, tutti interrogano Giovanni: cosa dobbiamo fare? E noi? Abbiamo ancora l’umiltà e la lucidità di chiedere a qualcuno cosa dobbiamo fare? Siamo ancora pronti a metterci in discussione veramente? A fare un passo indietro sulle nostre convinzioni? Sulla nostra autoreferenzialità? Non dimentichiamoci che il Natale è un dono che Dio ha già fatto a ognuno di noi, l’unico modo per non ricevere questo dono è non ritirarlo! Nella lista dei regali ancora da fare ricordati di mettere anche il tuo!
Riaccendi una luce che si è spenta dentro te e, come la donna del vangelo, spazza con cura la tua casa e mettiti in cerca della moneta perduta!
Quando l’avrai trovata sarai pronto per fare festa!
Allora è tempo di rimboccarsi le maniche, di ricucire relazioni, di digitare quei numeri che i nostri telefoni non vedono da troppo tempo, di fare un passo indietro per uscire da un vicolo cieco, di rilassare i propri pugni per tornare a carezzare, di mettere da parte l’orgoglio e ritornare ad abbracciare, di essere pronti a perdonare pur correndo il rischio di essere considerati dei perdenti, ma si sa la via dell’amore è sempre in perdita, ce lo ha insegnato Gesù sulla croce, è perdendo tutto che ci si salva.
Forza, una grande gioia ti aspetta, mancano nove giorni al tuo Natale, non aver paura di osare, abbi fede, Dio sempre ci precede, Gesù è già li che ti aspetta, non mancare all’appuntamento con lui.

Mi impegno prima di Natale a compiere vivere concretamente la mia conversione con un gesto concreto di carità, di apertura e di incontro.

il Racconto

C’era una volta un giovane in mezzo a una piazza gremita di persone: diceva di avere il cuore più bello del mondo, o quantomeno della vallata. Tutti quanti glielo ammiravano: era davvero perfetto, senza alcun minimo difetto.
Erano tutti concordi nell’ammettere che quello era proprio il cuore più bello che avessero mai visto in vita loro, e più lo dicevano, più il giovane s’insuperbiva e si vantava di quel suo cuore meraviglioso.
All’improvviso spuntò fuori dal nulla un vecchio, che emergendo dalla folla disse: «Beh, a dire il vero… il tuo cuore è molto meno bello del mio». Quando lo mostrò, aveva puntati addosso gli occhi di tutti: della folla, e del ragazzo.
Certo, quel cuore batteva forte, ma era ricoperto di cicatrici. C’erano zone dove dalle quali erano stati asportati dei pezzi e rimpiazzati con altri, ma non combaciavano bene, così il cuore risultava tutto bitorzoluto. Per giunta, era pieno di grossi buchi dove mancavano interi pezzi. Così tutti quanti osservavano il vecchio, colmi di perplessità, domandandosi come potesse affermare che il suo cuore fosse bello.
Il giovane guardò com’era ridotto quel vecchio e scoppiò a ridere: «Starai scherzando!», disse. «Confronta il tuo cuore col mio: il mio è perfetto, mentre il tuo è un rattoppo di ferite e lacrime.»
«È vero!», ammise il vecchio. «Il tuo ha un aspetto assolutamente perfetto, ma non farei mai cambio col mio. Vedi, ciascuna ferita rappresenta una persona alla quale ho donato il mio amore: ho staccato un pezzo del mio cuore e gliel’ho dato, e spesso ne ho ricevuto in cambio un pezzo del loro cuore, a colmare il vuoto lasciato nel mio cuore. Ma, certo, ciò che dai non è mai esattamente uguale a ciò che ricevi e così ho qualche bitorzolo, a cui però sono affezionato: ciascuno mi ricorda l’amore che ho condiviso.
Altre volte invece ho dato via pezzi del mio cuore a persone che non mi hanno corrisposto: questo ti spiega le voragini. Amare è rischioso, certo, ma per quanto dolorose siano queste voragini che rimangono aperte nel mio cuore, mi ricordano sempre l’amore che ho provato anche per queste persone…e chissà? Forse un giorno ritorneranno, e magari colmeranno lo spazio che ho riservato per loro.
Comprendi, adesso, che cosa sia il vero amore?»
Il giovane era rimasto senza parole, e lacrime copiose gli rigavano il volto. Prese un pezzo del proprio cuore, andò incontro al vecchio, e gliel’offrì con le mani che tremavano. Il vecchio lo accettò, lo mise nel suo cuore, poi prese un pezzo del suo vecchio cuore rattoppato e con esso colmò la ferita rimasta aperta nel cuore del giovane.
Ci entrava, ma non combaciava perfettamente, faceva un piccolo bitorzolo.
Compiere gesti di apertura e amicizia ci dona sempre qualcosa e ci insegna ad amare il prossimo. Ogni gesto di amore lascia il segno e arricchisce la nostra vita.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *